Molte hanno paura di non sembrare abbastanza emancipate se criticano duramente un premier che entra nel letto delle minorenni.
Altre usano comportamenti simili a quelli di Noemi con i loro capi in azienda, e spesso se ne vantano anche. Non hanno 15 anni, e non viene loro in mente la vita a quell'età. Né com'è, né come dovrebbe essere. E che peso ha la famiglia a quell'età (e non solo).
I comunisti sono contro l'alienazione e per l'educazione del popolo. Ma qui sembra che siano per un'altra cosa: far pagare a Noemi la servitù/tradimento di Ferrara, Bondi, Liguori.. Stiamo scherzando?
Che Italia orrenda! Poi ci lamentiamo che Berlusconi è sempre sulla cresta dell'onda indipendentemente da quali e quante malattie mentali lo affliggano!!!
Scherzo!
I foggiani che c'erano con noi in vacanza in Abruzzo erano molto, ma molto simpatici e hanno felicemente smentito un luogo comune sulla loro città. Speriamo di aver fatto anche noi altrettanto (per chi non lo sapesse, con Milano).
Ciao e felice 2009 quindi a Simona, Barbara, Gianluca, Alessia e al resto della comitiva!
E Buon Anno anche ai Ridanciani!
L'Italia dei nostri giorni non è malata solo nella politica e nella memoria, ma anche di mali oscuri, quali quelli che portano tanti giovani a prostituirsi, che secondo me devono avere qualche altra causa. Quale lo ignoro. Per questo sono andata a leggere un po' in Internet.. Perchè alcuni giovani decidono di aprire profili sul web definendosi escort (che sono uomini di compagnia e dialettica, non solo di sesso) attraverso i quali trovare clienti con cui finire a letto per un fine meramente economico? Necessità, trasgressione? Nel punto di vista di tante persone c’è solo una spinta morale di matrice religiosa o andrebbe presa come un dato di fatto e un dato di natura? Nel frattempo Wikipedia ci offre una definizione molto “sentita” di Escort:
Come ormai per qualsiasi tipologia di lavoro, non esistono solamente escort al femminile, ma anche gli uomini si dedicano ormai con passione a questo nuovo tipo di attività.
Un nuovo caso di bullismo, sei ragazze contro una, e i commenti alla tv americana.
Ci sono parole che nascono col pregiudizio incorporato. Che pretendono di descrivere la realtà escludendone un'ampia fetta già in partenza. Bullo, ad esempio. Un termine che evoca mondi e comportamenti prettamente maschili - il branco, l'esercizio del potere, la sopraffazione, la violenza fisica - e che in italiano non contempla neppure il genere femminile. Provate a digitare bulla sul vostro programma di videoscrittura e verrà marchiata all'istante dall'infamia ortografica di una sottolineatura rossa. Il vocabolario non la registra, dunque ufficialmente non esiste. Continua...