"Credo di conoscere gli argomenti con cui il generale Wojciech Jaruzelski si difenderà dall'accusa di «crimini comunisti» durante il processo iniziato ieri di fronte a un tribunale di Varsavia. Dirà anzitutto che la proclamazione dello «stato di guerra», nella notte fra il 12 e il 13 dicembre 1981, non ebbe, per il suo Paese «conseguenze irreversibili». E dirà in secondo luogo che la decisione del Consiglio di Stato, di cui era presidente, favorì la transizione della Polonia alla democrazia fra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta".
Carissimi Ridanciani, ho seguito con la coda dell'occhio il viaggio di Benedetto XVI negli Stati Uniti e sono convinta che abbia e avrà un rilievo maggiore di quanto avrei previsto visto che apparentemente il Pontefice non ha fatto solo retorica, ma ha anche toccato alcuni punti nevralgici della vita delle persone, delle comunità nazionali e della società internazionale. Che cosa pensate, senza sottoporli a referendum, ma argomentando, dei testi delle omelie e dei discorsi? Qui c'è la preghiera di Ground Zero, settimana prossima penso che posterò il discorso pontificio all'Onu e quello sulla pedofilia.
VISITA A GROUND ZERO
PREGHIERA DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI
Ground Zero, New York
Domenica, 20 aprile 2008
O Dio dell’amore, della compassione e della riconciliazione,
rivolgi il Tuo sguardo su di noi, popolo di molte fedi e tradizioni diverse,
che siamo riuniti oggi in questo luogo,
scenario di incredibile violenza e dolore.
Ti chiediamo nella Tua bontà
di concedere luce e pace eterna
a tutti coloro che sono morti in questo luogo—
i primi eroici soccorritori:
i nostri vigili del fuoco, agenti di polizia,
addetti ai servizi di emergenza e personale della Capitaneria di Porto,
insieme a tutti gli uomini e le donne innocenti,
vittime di questa tragedia
solo perché il loro lavoro e il loro servizio
li ha portati qui l’11 settembre 2001.
Ti chiediamo, nella Tua compassione
di portare la guarigione a coloro i quali,
a causa della loro presenza qui in quel giorno,
soffrono per le lesioni e la malattia.
Guarisci, anche la sofferenza delle famiglie ancora in lutto
e di quanti hanno perso persone care in questa tragedia.
Concedi loro la forza di continuare a vivere con coraggio e speranza.
Ricordiamo anche coloro
che hanno trovato la morte, i feriti e quanti hanno perso i loro cari
in quello stesso giorno al Pentagono e a Shanksville, in Pennsylvania.
I nostri cuori si uniscono ai loro
mentre la nostra preghiera abbraccia il loro dolore e la loro sofferenza.
Dio della pace, porta la Tua pace nel nostro mondo violento:
pace nei cuori di tutti gli uomini e le donne
e pace tra le Nazioni della terra.
Volgi verso il Tuo cammino di amore
coloro che hanno il cuore e la mente
consumati dall’odio.
Dio della comprensione,
sopraffatti dalla dimensione immane di questa tragedia,
cerchiamo la Tua luce e la Tua guida
mentre siamo davanti ad eventi così tremendi.
Concedi a coloro le cui vite sono state risparmiate
di poter vivere in modo che le vite perdute qui
non siano state perdute in vano.
Confortaci e consolaci,
rafforzaci nella speranza
e concedici la saggezza e il coraggio
di lavorare instancabilmente per un mondo
in cui pace e amore autentici regnino
tra le Nazioni e nei cuori di tutti.
Un bel Sandro Viola sul detonatore balcanico Quando misi piede per la prima volta in Macedonia, una quarantina d'anni fa, Skopje ricordava le fotografie d'un vecchio libro di geografia. Tra il bel ponte ottomano e il bazar, ancora passavano albanesi con lo zucchetto bianco e i calzari allacciati al polpaccio, contadini serbi col berretto d'astrakan, zingare con le collane tintinnanti, bosniaci con le pantofole a punta ricurva, mentre una quantità di donne continuavano a portare i pantaloni a sbuffo. Continua...
Era il 1976, l'anno delle elezioni più drammatiche dopo quelle del 1948. Ebbene: dinanzi al male assoluto che un governo con il Pci avrebbe arrecato al sistema di sicurezza dell'Alleanza atlantica, nel novero degli estremi e possibili rimedi il fronte occidentale, le potenze alleate e in qualche misura la Nato presero in considerazione anche l'ipotesi di un colpo di Stato. Un "coup d'Etat", letteralmente: alla francese. Eventualità scartata in quanto "irrealistica" e temeraria. Segue...