Questa la tesi del giornale americano Washington Post a proposito di una recente mostra di ritratti di Obama. Culto della personalità, inquietante patriottismo, perfino stereotipi sessuali tipici dell'era della schiavitù: questo il giudizio sui quadri. Voi che cosa ne pensate?
Leggete queste parole che ho appena ricevuto, tratte da una relazione dell'Ispettorato per l'immigrazione del congresso americano, ottobre 1912 (son passati nemmeno 100 anni !!) e
provate a indovinare di chi parlano:
"Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Non amano l'acqua, molti di loro puzzano anche perché tengono lo stesso vestito per molte settimane.
Si costruiscono baracche di legno e alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci.
Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti.
Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l'elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi o petulanti.
Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti fra di loro.
Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti.
Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è
diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne
tornano dal lavoro.
I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto,
non hanno saputo selezionare fra coloro che entrano nel nostro Paese per lavorare e quelli
che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali".
(da una relazione dell'Ispettorato per l'immigrazione del Congresso
americano, ottobre 1912).
La relazione prosegue così:
"Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti(*)
ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano
purché le famiglie rimangano unite e non contestano il salario.
Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal
sud dell'Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più.
La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione".
(*) ma guarda, la Lega si è “sviluppata” proprio qui …
Ieri, il mio corrispondente americano ha scritto alla Casa Bianca. Ha un progetto dal 1975, da quando cioè vide morire tre commilitoni nella baia di Mayaguez, in Vietnam. Siccome la loro morte (di cui si trova notizia su Wikipedia) fu dovuta al fatto di trovarsi in una guerra così disgraziata e in mano a politici e diplomatici insensibili, perché il loro sacrificio non fosse vano bisognava pensare a un progetto che promuovesse un miglior volto dell'America verso i suoi cittadini e verso i Paesi stranieri, soprattutto quelli più poveri.
Così è nato "One world, one community", un progetto che da ieri, grazie al moto di speranza suscitato dalla nuova amministrazione e a una fitta rete di volontari democratici attiva su tutto il territorio americano, è arrivato sulla scrivania del vicepresidente USA Biden. Si tratta di fare di ogni scuola americana un centro operativo di una Organizzazione Non Governativa attiva nella cooperazione internazionale. Le risorse liberate con un simile coinvolgimento di tutti gli americani dall'età scolare in su consentirebbero, fra l'altro, di predisporre un Piano Marshall per l'Africa.
Ora che cosa propongo io? Tutti abbiamo idee su come migliorare la nostra società, tutti ci lamentiamo che non ci sia un Obama in Italia. La destra fa schifo, la sinistra (secondo molti) ancora di più... Ma perché non cominciamo a preparare il futuro con dei progetti? Ognuno di noi pensi a un qualcosa di migliorativo, i problemi da affrontare sono tanti e si può pensare a diverse soluzioni. Per il giorno in cui avremo anche noi un cambiamento capace di suscitare speranza saremo pronti, con una nostra nuova partecipazione a difesa della democrazia e di un mondo migliore. Pensate che il senso della democrazia è anche questo: poter dire le proprie idee e anche farle arrivare in alto, non per privilegi o favoritismi, ma per merito dato dal nostro impegno e dalle nostre capacità.
Io ho un progetto, alla fase d'ideazione. Se qualcuno vuol aiutare è il benvenuto. Idealmente vorrei fare un'iniziativa di contrasto all'antisemitismo, una forma d'odio tanto antica quanto perversa. Per adesso ho l'adesione virtuale di un israeliano di fede buddhista, probabilmente si può fare di più e nei prossimi mesi e anni cercherò di arrivare, come il mio corrispondente americano, a un livello accettabile di completezza e realizzabilità del mio progetto.
Voi? Ci state?
Trakr, il pastore tedesco che salvò molte vite durante l'attacco dell'11 settembre alle Torri Gemelle, è stato dichiarato "meritevole di clonazione" da una società americana, che effettivamente si farà carico di quest'operazione. fonte www.lastampa.it Harriet Christian, supporter di Hillary Clinton, spiega, o meglio urla, che in America vincerà McCain perché i Democratici candidano un "maschio nero inadeguato" alla Casa Bianca "nonostante noi non siamo cittadini di seconda classe"... La democrazia americana è tale per cui i Democratici ascoltano e lasciano parlare questa donna, al contempo il dubbio che Obama non vinca si affaccia, e non perché sia nero, o perché Hillary sia una donna, ma perché i due concorrenti alla nomination democratica sono persone che hanno teso fin troppo alla delegittimazione reciproca...
Sul NY Times di oggi c'è un articolo che parla di un accordo di condivisione delle risorse idriche fra Gli stati americani occidentali. In vista degli effetti che il cambiamento climatico potrebbe avere sul fiume Colorado, California, Nevada, Arizona, Colorado, Utah, New Mexico e Wyoming si sono accordati su quante delle acque del fiume ciascuno potrà ricevere in futuro e su come preservare i laghi Mead e Powell, già caratterizzati da fenomeni di siccità.
Il patto mira a risolvere le controversie che sono già sorte in questi anni a causa dell'inaridimento del corso del fiume, in corso già da otto anni. Esso regola i termini in cui gli Stati a valle possono dichiarare l'insufficienza idrica nonché l'utilizzo dei bacini di cui sopra. In particolare, contiene norme dirette alla California, che potrebbe beneficiare di acque altrimenti destinate al Messico.
Secondo gli ambientalisti, è troppo poco severo per quanto riguarda l'imposizione di limiti allo sfruttamento delle acque, e lascia molto ai poteri degli Stati in materia. Inoltre, è ottimista sui livelli di disponibilità delle risorse idriche e ne contempla più di quante ve ne siano nella realtà.
Secondo il responsabile delle acque del Nevada, invece, si tratterebbe di un accordo ponte che proietta le relazioni di questi Stati in modo utile nel prossimo decennio.