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domenica, 11 maggio 2008

Intervista a Giulio Giorello

"Io sono abituato ad un altro tipo di razionalità: quella scientifica, dove liberamente può dispiegarsi il conflitto delle opinioni, dove non ci sono altre autorità se non quelle dell’esperienza della buona matematica, dove le verità di oggi possono diventare le bugie di domani, andando quindi oltre il livello raggiunto, dove le fondamenta inconcussa non si raggiungono mai, e dove le soluzioni trovate portano anche delle utilità alle persone". Continua..
giovedì, 03 gennaio 2008

Crisi dei mutui e catene di Sant'Antonio

fortuna che almeno il mio tasso è fisso... già sono praticamente mantenuta dai miei...

la crisi impropriamente definita dei mutui ipotecari più a rischio (subprime) mette pure in crisi, come ha giustamente scritto l’editorialista del Financial Times, Martin Wolf, «il modello anglosassone di capitalismo basato sulla finanza». Negli ultimi anni abbiamo infatti assistito ad una crescente finanziarizzazione dell’economia che si è manifestata nei più svariati aspetti. Essi vanno dalla gestione delle imprese con obiettivi di corto termine alle retribuzioni dei manager legate all’andamento dei titoli della società in borsa; dall’applauso ai programmi delle società di riacquisto delle azioni in contrapposizione ai programmi di investimento a lungo termine e nella ricerca; dai veicoli finanziari speciali creati dalle banche per finanziare a breve termine prestiti a lunga alle scalate delle imprese da parte delle società di Private Equity non con mezzi propri ma attraverso l’indebitamento, per giungere fino alla moltiplicazione dei nuovi strumenti finanziari venduti come espressione di una presunta nuova e sofisticata ingegneria finanziaria (che in realtà appare sempre più come una forma, solo più complicata, delle vecchie «Catene di Sant'Antonio»). Continua...

postato da: ridanciana alle ore 08:23 | link | commenti
categorie: economia, critica sociale, costo della vita
sabato, 10 novembre 2007

Mangiare con gli occhi

C’è fango sul battuto in cemento dell’isola della distruzione del Caat, i mercati generali di Torino. Fango mescolato agli scarichi di muletti, ruspe e camion. Acqua che cola dalle quintalate di frutta e verdura che, senza sosta, diventano rifiuti. Destinati a una qualche discarica.
Ma allora, se questa è ancora merce buona per sfamare centinaia di sfortunati, perché tonnellate di frutta e verdura finiscono alla distruzione. Forse, una delle tante risposte possibili è quella che Claudio Conte, grossista del Caat, sintetizza così: «Oggi la gente mangia con gli occhi. Il frutto che ha una macchia sulla buccia o che è cresciuto male, non lo vuole più nessuno sul tavolo. La verdura che ha un minimo difetto è immediatamente scartata dal compratore. Quello che un tempo facevano le massaie, togliere dai peperoni quell’angolo danneggiato, oggi non si fa più». Continua,,,,
postato da: ridanciana alle ore 09:57 | link | commenti (4)
categorie: ambiente, critica sociale