Sperando di rallegrare l'amica Tetto, a volte l'ospitalità milanese è proprio adeguata.
Ieri ero con altre circa 39 persone alla Casa della Cultura, a sentire Stefano Levi della Torre e Valerio Onida parlare sul tema "Legalità e accoglienza versus razzismo e paura" nell'ambito di un ciclo di conferenze sulla possibile agenda della sinistra curato da Salvatore Veca. Quelle che vi presento di seguito sono le riflessioni che l'incontro mi ha suscitato.
Settentrionali e meridionali sono stati divisi dalla barriera del razzismo, una volta c'erano i cartelli nelle città del Nord: "Non si affitta a meridionali", per esempio. Saltavano all'occhio le facce diverse, i dialetti diversi, i problemi delle terre d'origine come la presenza mafiosa o camorristica.
Però questi due grandi gruppi avevano tre significativi terreni d'incontro dove hanno trovato interessi comuni: la scuola, la leva obbligatoria e il mondo del lavoro. Inoltre per i meridionali diritti umani e diritti di cittadinanza almeno per la maggior parte delle persone di buonsenso coincidevano (io continuo ad avere dei dubbi sul fatto che i leghisti siano persone di buonsenso, ma gli italiani pare che li abbiano consacrati alle più alte e delicate cariche).
Italiani ed "extracomunitari" si trovano insieme nella scuola, anche se è una scuola marginale e sotto attacco; nel mondo del lavoro sono concorrenti. Nell'uso del territorio forse sono addirittura nemici, non so, almeno se si abita in certi quartieri soprattutto di Roma, ma anche di Milano, per esempio in zona Maciachini - Affori dove le donne hanno dovuto cambiare modo di vestirsi per via delle attenzioni di certi arabi e albanesi, sembrerebbe così.
E non bisogna pensarla anche solo in questo senso, ma vedere le cose anche dal punto di vista degli stranieri sottoposti ai nostri abusi. Non è purtroppo raro leggere di italioti che approfittano del loro status superiore per violentare le dipendenti straniere, e città come Verona sono ormai famigerate per gli episodi di violenza razzista - anche verso gli italiani "diversi", per esempio come capigliatura, come origine geografica (ritorna la fobia del "terrone") e come opinioni politiche. Occorre ricordare che per gli stranieri esistono solo i diritti umani, non i diritti di cittadinanza anche se PD e Fini hanno cominciato a parlare di diritti politici.
I due discorsi vanno legati tra loro: chi è memore del razzismo verso i meridionali secondo me dovrebbe essere diffidente verso il razzismo nei confronti di altri esseri umani, anche se alcuni invece ragionano nel senso che solo uno dei due razzismi è assurdo mentre l'altro sarebbe comprensibile. Bisogna non essere snob con questi ragionamenti, come con quelli della reciprocità che sono anche alla base delle nostre leggi.
La prospettiva dei diritti e della legalità sembra (diciamo sembrerebbe vista la nostra classe politica) un buon punto di partenza per favorire l'integrazione, combattere la delinquenza anche nelle sue forme razziste, filonaziste e rondiste, però è una prospettiva limitata e limitante. Bisogna rispondere alla paura con iniziative che uniscano veramente. A volte è meglio un concerto che una legge per avvicinare tra loro i popoli. La sinistra ha bisogno di una scossa sia sulla legalità, sia sui concetti sostanziali.
Scherzo!
I foggiani che c'erano con noi in vacanza in Abruzzo erano molto, ma molto simpatici e hanno felicemente smentito un luogo comune sulla loro città. Speriamo di aver fatto anche noi altrettanto (per chi non lo sapesse, con Milano).
Ciao e felice 2009 quindi a Simona, Barbara, Gianluca, Alessia e al resto della comitiva!
E Buon Anno anche ai Ridanciani!
Stories on human rights
proiezione in piazza Duomo
10 dicembre, dalle 18.30
Milano
In contemporanea con Parigi, New York, Berlino, Istambul e molte altre città: proiezione del lungometraggio di 88 minuti prodotto da Art for the Word e composto da 22 cortometraggi diretti da registi e artisti da sempre particolarmente attenti ai diritti umani.
Il film, che è un'iniziativa dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani in occasione del 60° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, è accompagnato dalla pubblicazione di un volume disponibile in 3 versioni ( italiano, francese e inglese) edito da Mondadori Electa, con interviste dei registi e degli artisti partecipanti. Il libro contiene, inoltre, i contributi di dodici scrittori - tra cui cinque premi Nobel - ispirati ai sei temi della Dichiarazione: Gabriel Garcia Marquez, Khaled Hosseini, Roberto Saviano, Naguib Mahfuz, Elfriede Jelinek, Ruth Ozeki, José Saramago, Chimamanda Ngozi Adichie, Assia Djebar, Nuruddin Farah, Toni Morrison.
Né il sindaco Domenici né il vicepremier Rutelli si sono fino ad oggi pronunciati sull'idea di spostare la statua, da tutti riconosciuta come un capolavoro della scultura rinascimentale. Ma già nel 2003 il sindaco Domenici ebbe a ridire sulla collocazione del David: ne rivendicò la proprietà rispolverando un rogito notarile del 1871 e chiese a nome della città le "royalties" allo Stato. Di fatto, una percentuale dei lauti incassi provenienti dai biglietti d'ingresso alla Galleria dell'Accademia. La richiesta rimase senza risposta, ma il Comune affermò comunque i propri diritti di proprietà. Continua,,
Sparisce, per essere convertito in area di negozi, il quartiere a luci rosse di Amsterdam. Storia completa