A grandi e piccini, a chi festeggia in modo atipico e a chi non festeggia affatto.
Oggi è un fiorire di dichiarazioni sull'importanza di Milano per la sinistra e il Partito Democratico in particolare. Ora, la palma d'oro strettamente politica va a Enrico Letta, convinto che me ne importi qualcosa se vince la destra o la sinistra. Non è che Milano esporti il colore politico, è che esporta le mode: dall'happy hour al modello del manager a quello dell'individuo tendenzialmente "coatto" che imita i vip anche a prezzo della salute. Ora, pretendere di rilanciare la sinistra e non lo stato morale, civile e di coesione dell'Italia da Milano è come pretendere di piacere agli Italiani fottendosene di come vivono gli Italiani.
A seguire, ci sono le considerazioni sull'importanza di Milano per i milanesi. Non credo che sia sostenibile un'ipotesi per cui al povero cristo costretto a scegliere tra gli epiteti socioetnicopolitici e l'illusione di essere un po' simile ai vip spetti anche di sorbirsi dei pistolotti "di sinistra" sull'Expo o sui tempi che furono (soprattutto per le tasche di chi li rappresenta). E' abbastanza chiaro che anche ai milanesi, ma che dico, perfino a loro, importa il futuro dell'Italia.
Se importasse loro davvero solo di Milano, non voterebbero i cementificatori, quelli delle tre i che non servono a una città neanche se attuate, e nemmeno i decisionisti o le signore blasonate. Voterebbero normalmente.
E' il centrosinistra che non è normale.
Quanto vo dicendo è osservabile anche dal di fuori, per esempio ponendosi alcune semplici domande. A chi parla Bossi quando fa il finto Sharon davanti alla finta Moschea? Mah, secondo voi?
Il 57% dei milanesi non è milanese, e pertanto per "Roma ladrona" intende sicuramente qualcosa di diverso da una questione fiscale. Parliamo di pianura e di due milioni e passa di abitanti, non di paeselli di montagna con recinzioni alle ville dei ricchi e intorno il deserto.
Probabilmente, azzardo, per "Roma ladrona" intendono il fatto che si parli delle forme interne di organizzazioni dei partiti tutte le volte che qui si sta pensando a come meno incatramarsi i polmoni.
In subordine, per chi invece, parafrasando Buttiglione, conosce "le pietre di Sant'Ambrogio", si stava, almeno alle ultime amministrative nominate invano, parlando della presenza di formazioni antisemite.
Ora, le scelte praticabili davanti a una situazione del genere sono molteplici, ma per la sinistra non includono in alcun modello socialmente accettato il fatto di fregarsene. I "bianchi" dell'odierno Pd avrebbero almeno potuto dichiararsi disposti a portare le Croci degli ebrei (Gesù era ebreo e comunque siamo talmente abituati ai bevitori di calici amari che la gente avrebbe capito), e i "rossi" avrebbero dovuto distrarsi un attimo dalle beghe di partito come han fatto quasi tutti gli annoiati da questa solfa che, volenti o nolenti, si sono lanciati nell'improbabile e golpizzata avventura della Lista Civica.
Ma niente di questo hanno fatto, e ora sono tutti a sfoggiare lacrime di coccodrillo che i militanti si sorbiscono per assenza di un sano impulso ad andare a conoscere dal vivo i leader. Sono sicura che se lo facessero, il Pd dovrebbe prendere le piccozze e iniziare una bella arrampicata, altro che menarla con l'importanza di Milano!
Attualmente siamo come la sinistra francese senza la figona e con Bayrou premier.
E abbiamo anche scampato un signore che produce pillole per la longevità, manda avanti un'azienda di genetica ed è noto per i casi di tumore della città.
Potrei continuare, ma mi fermo qui. Con una proposta di ticket non antitraffico che quello no, quello mai: quanto paghereste per vedermi in mostra all'Expo?
VOLTI - Si parte con la signora cinquantenne da cereali, senza latte, per arrivare alla giovane che inizia la giornata con una doppia dose di cioccolato caldo. In mezzo, decine di sfumature: dal ragazzo barbuto con la colazione tipicamente anglosassone (uova e bacon), all'adepto della tartina alla marmellata senza caffè. C'è anche la donna caffè-latte dallo sguardo ancora anestetizzato dal sonno, o il signore incravattato che opta per l'ovetto sodo. E naturalmente il minimalista dal capello nero arruffato, occhi neri, maglione nero, tazza nera che fa colazione, ovviamente, con una dose massiccia di caffè nero. fonte www.corriere.it
Roma, 29 set. - (Adnkronos Salute) - Sono nate lo stesso giorno e dalla stessa madre, eppure non sono gemelle. E' l'insolita storia di Ame e Lia Spence, due sorelline scozzesi che oggi hanno cinque mesi. Le piccole sono nate a pochi minuti l'una dall'altra, al Royal Alexandra Hospital di Paisley, ma in realtà sono state concepite a distanza di tre settimane. Così, al momento della nascita, Lia aveva 32 settimane, mentre Ame solo 29.
Doppia sorpresa per la madre, una 29enne di Glasgow, che si è scoperta in dolce attesa mentre assumeva regolarmente la pillola anticoncezionale. "Proprio per questo - commenta la donna sulle pagine del Daily Mail - quel che è accaduto mi appare ancor più sensazionale". Secondo i medici del Royal Alexandre, un fenomeno del genere si manifesta una volta su un milione di casi.
Si tratta, in gergo medico, di un caso di 'superfetazione', ovvero di produzione e sviluppo di un secondo feto dopo che nell'utero è già iniziato lo sviluppo di un primo. I camici bianchi che hanno seguito l'insolita gravidanza hanno capito sin dalle prime ecografie che nel grembo della signora Spence vi erano due feti a un diverso stadio di sviluppo. Le due sorelline stanno bene e non dovrebbero avere alcun problema in futuro.