In questo caso trascrivo dal diario di Enzo, perché io non ho scritto. Viga dirà: ecco, vedete che cosa succede a viaggiare verso mete della Germania occidentale, capitalista e opulenta. Gli daremo ragione!
Si parte per Bamberg, all'arrivo un po' di problemi con i mezzi pubblici. Decidiamo di non prendere il taxi per avventura, per sfida o per semplice filosofia da buoni viaggiatori che se la cavano. Ce la facciamo un po' a piedi per trovare la stazione degli autobus. Trovo anche delle buone lamette per la barba. Arrivo all'ostello.
La Carol cerca di trovare alibi per non accettare l'idea che il posto è lontano dal centro, che dopo le 20.00 non ci sono più pullman e che oltre la tranquillità e la routine qui non c'è niente. Colazione alle 8-9, cena solo su prenotazione alle 18.
Beh, dopo un primo giorno si va in centro ed è molto bello. Ci sono la "piccola Venezia", le strade ciottolate, le vie piene di locali. Ci facciamo un bel piatto di salsicce e wurstel. Siamo un po' in ansia per l'ostello, non siamo proprio abituati.
Visitiamo la chiesa di San Michele, bellissima. Il birrificio trappista che c'è a fianco purtroppo è chiuso. Tanti souvenir e poi all'ostello.
Visita al museo della Stasi con le sue vetrine piene di travestimneti e altri congegni inquietanti. Forse prendiamo un po' un pacco nel pomeriggio all'installazione detta Panometer, il cui biglietto costa 9 euro a persona. Si tratta di un grande dipinto su un telo che raffigura la Foresta Amazzonica, disposto tutto attorno alle pareti di un vecchio gasometro. A Enzo sembra una cagata pazzesca, a me un po' piaciucchia anche se, a 9 euro a persona, dovrebbero mostrare opere di grandi classici.
In questi giorni la mattina facciamo spesso conversazione con Birgit, la nostra padrona di casa, che ci spiega come la DDR abbia quasi perso una guerra. Lei non è comunista e ha avuto problemi con la Stasi, però è un'elettrice di sinistra convinta che nell'Est non ci fossero solo lati negativi. E' un po' militante, pensiamo della Linke.
Il 23 agosto zoo di Lipsia. Leone, giraffe, elefanti... una bella giornata nella natura (la struttura è di quelle dove gli animali raramente sono in gabbia, di solito usufruiscono di spazi abbastanza ampi separati da fossati).
Bella la dolcezza di questa città, buona la birra Gose che hanno qui che è un po' fermentata e saporite le loro salsicce. In un paio di occasioni mangiamo anche la Schnitzel. Il giorno 24 siamo a Bamberg.
Lipsia ci dà un po' di culture shock perché ha un robusto tratto Est e molta storia difficile da superare. Mangiamo in un posto molto chic sul lato sinistro della NIkolaikirche, un polpettone ripieno di uova e broccoli molto buono. Cartolina a Elisabetta.
Era un po' che non vi raccontavo delle mie uscite al cinema. Di recente ho visto Parnassus e Nemico Pubblico. Nel primo caso si tratta di una bella favola con grandi attori e la grande suggestione dell'inconscio (non a caso il titolo originale è "The Imaginarium of Doctor Parnassus"). Attraverso uno specchio sistemato sul palcoscenico di un teatrino ambulante, diversi personaggi possono realizzare le loro fantasie, ma a che prezzo? Forse quello di incontrare addirittura il Diavolo? Voto 7+.
Nemico pubblico (voto 9+) invece è la storia di John Dillinger, che durante gli anni '30 colpiva le banche con rapine spettacolari. Era un po' il Vallanzasca americano, amato dal grande pubblico oltre che da una donna di carattere. Il problema fu che colpì il sistema di risparmio, per di più eseguendo rapine in diversi Stati, e per questo mise in allarme tutta la Federazione americana, che inventò per lui il concetto di "crimine federale", ossia considerato tale in qualunque Stato fosse compiuto. Ciò causa a Dillinger la profonda inimicizia della mafia, che sente che tali leggi saranno applicate alle sue imprese, e quindi lo porta all'isolamento e alla sconfitta da parte dell'incaricato del governo Melvin Purvis.
19/8
Scegliamo di ignorare il programma della Lonely Planet e vedere una meta di nostro gusto: la East Side Gallery, ovvero quel che resta del Muro con su i disegni di artisti e graffitari. Alcune opere sono veramente belle, altre ironiche, altre ancora un po' dei pasticci, comunque l'insieme è suggestivo.
Poi ci spostiamo nella Kurfuerstendamm. Mangiamo veramente bene in un ristorante della Selva Nera. In particolare il piatto di Enzo è da farci anche il bagno: sono spaetzli con pancetta affumicata, formaggio, cipolle e un po' di crauti.
Io mangio Maultaschen, una specie di ravioli ripieni di verdure gratinati con il gorgonzola e i funghetti.
Di pomeriggio andiamo al Kadewe a cercare souvenir per i nostri parenti.

20/8
Badenschiff, piscina comunale sulle rive della Sprea. Ci abbronziamo. Nel pomeriggio tour fotografico della Siegessaeule, la colonna che una volta celebrava le vittorie dei principi prussiani, ora è ritrovo degli omosessuali. Partenza per Lipsia.
Berlino per il nostro arrivederci ci regala una gran pioggia, che continua a scrosciare per tutto il giorno anche nella città sassone.