Romani: "Che c'entra con il servizio pubblico la gag con due ragazze nei bagni di Palazzo Grazioli?"
Oh genio, vorrai dire che c'azzecca con i compiti istituzionali del premier la sua vicenda di festini con prostitute, magnaccia e spacciatori?
“A politician with vision needs to see an ophthalmologist”
- Helmut Schmidt -
Qui la fonte estremamente significativa, che spazia dalle imminenti elezioni in Germania alle possibilità di una pace in Medioriente
Ferragosto magnifico. Siamo andati presto a Radebeul dove abbiamo preso un trenino a vapore vecchio 125 anni fino alla località di Moritzburg che ha il castello di August der Starke, re di Sassonia e Polonia che amava le donne, la caccia e l'arte. Particolarissima la Federzimmer, la stanza decorata tutta con piume che si era fatto fare. Verso le 14.30 siamo rientrati prima a Radebeul dove abbiamo visitato quattro piani di museo della DDR pieni di oggetti, automobili e documenti storici, poi a casa, dopo una birretta. Per pranzo abbiamo trovato un ristorante asiatico buono e che faceva prezzi strepitosi. Regalava la zuppa e potevi scegliere un piatto che costava € 2,60. Viktor Klemperer è un sopravvissuto al nazismo che si è dedicato soprattutto a testimoniarne l'imbarbarimento linguistico. Ogni riferimento a Renato Brunetta è puramente intenzionale...
"Klemperer registra, impietosamente, la decadenza della lingua tedesca e, con essa, dei tedeschi stessi. Nel disperato tentativo di mantenere lucidità critica e coraggio di fronte al rullo compressore nazionalsocialista egli indaga sulla perdita progressiva di raziocinio che si accompagna alla diffusione e alla condivisione di terminologie sempre più esasperate, ad uno stile interlocutorio isterico e ad uno svuotamento parossistico, dal vocabolario, di tutta quella ricchezza semantica che è indice non solo di cultura ma anche e soprattutto di umanità".
"La lingua nazista è rozza e priva di sfumature e questo poiché deve essere immediatamente compresa e fatta propria dagli ascoltatori; deve esprimere concezioni rigide e immutabili; infine, deve offrire solo quel cliché normativo e prescrittivo che è proprio alle comunicazioni tipiche delle caserme o delle birrerie. Una lingua fatta di stereotipi, di invocazioni aggressive ed esecrazioni, impudica nella sua volgarità per una società che ha perso il senso delle proporzioni e della misura. E' la lingua di una accolita di fedeli, paganeggianti, misticamente uniti al corpo del loro fuehrer. Goethe non ne aveva cittadinanza. E con lui neanche gli ebrei". Leggi tutto
"Ezio Mauro, 61 ans, l'ex-ado de Dronero (une commune de 7 000 habitants du Piémont) qui dirigeait le journal de son lycée en se demandant comment faire carrière, est devenu le héros de la liberté de la presse. Et peut-être de la démocratie, depuis que Silvio Berlusconi a décidé d'attaquer le journal devant les tribunaux et de lui réclamer 1 million d'euros pour diffamation". Leggi la storia completa
Siamo mattinieri e agguantiamo un treno alle 8.40. A Dresda ci orientiamo subito e non abbiamo alcun bisogno di chiamare un taxi. Presto siamo al Kangaroo Stop, un simpatico ostello che regala agli ospiti le cartoline da spedire. Pranzo a base di brasato sulla Weisse Gasse, buonissimo. Giro panoramico per monumenti e la "Terrazza d'Europa", il belvedere sull'Elba. Beviamo una coca e una birra e programmiamo una visita a Radebeul per domani: museo della vita nella DDR e visita al castello di Wackenrath, dove si assaggia il vino sassone. Dopo questa sosta compriamo bagnoschiuma, shampoo e lamette per 3 euro e andiamo in ostello a farci una doccia.
Mattinata sulle orme di Libuse, la fondatrice di Praga che io immagino vestita di pelli. Enzo è espertissimo di mezzi pubblici. Ha già scoperto il 175, il 133 e il tram numero 9, oggi si è anche distinto per dimestichezza con il 17, il 18, il 22 e la metropolitana.
A pranzo salsicce alla birra e patatine fritte in un'altra filiale di Kolkovna.
Nel pomeriggio abbiamo preso il tram per Mala Strana dove abbiamo visitato la chiesa barocca di San Nicola con l'affresco più grande d'Europa. Bellissima.
Gradevolissimo e interessante percorso che da Piazza Venceslao porta alla Chiesa di Santa Maria della Neve attraverso il giardino francescano che è un'oasi floreale con ulivi e anche alberi di mele. Festeggiamo con cena a U Pinkasu, il miglior ristorante di cucina ceca di Praga secondo la Lonely Planet.
Abbiamo trovato alloggio a Zizkov, il quartiere operaio e rivoluzionario di Praga, con atmosfera alternativa (così dice la guida perché poi, in realtà, siamo sempre nella Città Vecchia). Incontrate due care persone! Colazione dell'11/8 abbondante, con buona mela al giorno che toglie il medico di torno. Sempre ascoltare Enzo, che però poi si scola una birra alle 11 del mattino!
Visita a Castello, San Vito, San Giorgio e Vicolo d'Oro. Non ho ancora stabiliito e i cechi siano cattolici o protestanti, penso però che le principali sedi di culto siano sicuramente cattoliche perché sono dedicate a dei santi.
Impressionante la prigione Daliborka, con il principale detenuto che imparò a suonare il violino. Pausa con cappuccio e vespa irrequieta che mi ha presa per un fiore.
In giro per il quartiere ebraico Josefov, pasto a Kolkovna che è una birreria della Pilsner Urquell. Mangiamo il piatto ceco per eccellenza, gnocchi con carne. L'originale sarebbe con il maiale, noi abbiamo assaggiato quello al pollo che è più leggero.
Cena deliziosa in un ristorante molto carino, un po' pretenzioso e con una cameriera che serve ugualmente uno strudel non desiderato. Eins zwei! Pena 40 frustate. Ci auto (e reciprocamente) analizziamo e scopriamo che forse la tipa ha fatto bene, almeno professionalmente, se non umanamente. In ogni caso abbiamo mangiato benissimo, in un posto bellissimo, con un'aria frizzantina, e la sera è adatta a fare tardi. Birra a due passi dallo Stare Mesto... vedremo l'orologio astronomico in azione?