Israele riconosce l'adozione di un ragazzo da parte di una coppia gay: http://www.edgeboston.com/index.php?ch=news&sc=&sc2=news&sc3=&id=88429
Mostra spettacolare ad Amsterdam, con video oline: http://vangogh.akris.nl/vgm/index.jsp?page=150362&lang=nl
Ieri ero con altre circa 39 persone alla Casa della Cultura, a sentire Stefano Levi della Torre e Valerio Onida parlare sul tema "Legalità e accoglienza versus razzismo e paura" nell'ambito di un ciclo di conferenze sulla possibile agenda della sinistra curato da Salvatore Veca. Quelle che vi presento di seguito sono le riflessioni che l'incontro mi ha suscitato.
Settentrionali e meridionali sono stati divisi dalla barriera del razzismo, una volta c'erano i cartelli nelle città del Nord: "Non si affitta a meridionali", per esempio. Saltavano all'occhio le facce diverse, i dialetti diversi, i problemi delle terre d'origine come la presenza mafiosa o camorristica.
Però questi due grandi gruppi avevano tre significativi terreni d'incontro dove hanno trovato interessi comuni: la scuola, la leva obbligatoria e il mondo del lavoro. Inoltre per i meridionali diritti umani e diritti di cittadinanza almeno per la maggior parte delle persone di buonsenso coincidevano (io continuo ad avere dei dubbi sul fatto che i leghisti siano persone di buonsenso, ma gli italiani pare che li abbiano consacrati alle più alte e delicate cariche).
Italiani ed "extracomunitari" si trovano insieme nella scuola, anche se è una scuola marginale e sotto attacco; nel mondo del lavoro sono concorrenti. Nell'uso del territorio forse sono addirittura nemici, non so, almeno se si abita in certi quartieri soprattutto di Roma, ma anche di Milano, per esempio in zona Maciachini - Affori dove le donne hanno dovuto cambiare modo di vestirsi per via delle attenzioni di certi arabi e albanesi, sembrerebbe così.
E non bisogna pensarla anche solo in questo senso, ma vedere le cose anche dal punto di vista degli stranieri sottoposti ai nostri abusi. Non è purtroppo raro leggere di italioti che approfittano del loro status superiore per violentare le dipendenti straniere, e città come Verona sono ormai famigerate per gli episodi di violenza razzista - anche verso gli italiani "diversi", per esempio come capigliatura, come origine geografica (ritorna la fobia del "terrone") e come opinioni politiche. Occorre ricordare che per gli stranieri esistono solo i diritti umani, non i diritti di cittadinanza anche se PD e Fini hanno cominciato a parlare di diritti politici.
I due discorsi vanno legati tra loro: chi è memore del razzismo verso i meridionali secondo me dovrebbe essere diffidente verso il razzismo nei confronti di altri esseri umani, anche se alcuni invece ragionano nel senso che solo uno dei due razzismi è assurdo mentre l'altro sarebbe comprensibile. Bisogna non essere snob con questi ragionamenti, come con quelli della reciprocità che sono anche alla base delle nostre leggi.
La prospettiva dei diritti e della legalità sembra (diciamo sembrerebbe vista la nostra classe politica) un buon punto di partenza per favorire l'integrazione, combattere la delinquenza anche nelle sue forme razziste, filonaziste e rondiste, però è una prospettiva limitata e limitante. Bisogna rispondere alla paura con iniziative che uniscano veramente. A volte è meglio un concerto che una legge per avvicinare tra loro i popoli. La sinistra ha bisogno di una scossa sia sulla legalità, sia sui concetti sostanziali.
http://www.spinoza.it/ Qualcuno l'ha definito "gustoso", per me è strepitoso.