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Utente: ridanciana
blog di cazzeggio e riflessione variamente miscelati

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mercoledì, 25 marzo 2009

Diplomato o laureato?

Il conducente del tram a un passeggero che non riesce a salire: "Non ci vuole la laurea per schiacciare un pulsante!". Risposta: "Allora deve venire a farlo lei, diplomato!".
postato da: ridanciana alle ore 18:43 | link | commenti (4)
categorie: stili, societĂ 
lunedì, 23 marzo 2009

Periferie milanesi

Penati, basta andare dietro ai leghisti, devi fare qualcosa neanche per i Mustafa, ma per i Calogeri!!
sabato, 14 marzo 2009

Adozione gay

Israele riconosce l'adozione di un ragazzo da parte di una coppia gay: http://www.edgeboston.com/index.php?ch=news&sc=&sc2=news&sc3=&id=88429

postato da: ridanciana alle ore 13:45 | link | commenti (3)
categorie: diritti, paesi
domenica, 08 marzo 2009

Sballo Van Gogh

Mostra spettacolare ad Amsterdam, con video oline: http://vangogh.akris.nl/vgm/index.jsp?page=150362&lang=nl 

postato da: ridanciana alle ore 14:47 | link | commenti (2)
categorie: arte
venerdì, 06 marzo 2009

Pensieri sul razzismo

Ieri ero con altre circa 39 persone alla Casa della Cultura, a sentire Stefano Levi della Torre e Valerio Onida parlare sul tema "Legalità e accoglienza versus razzismo e paura" nell'ambito di un ciclo di conferenze sulla possibile agenda della sinistra curato da Salvatore Veca. Quelle che vi presento di seguito sono le riflessioni che l'incontro mi ha suscitato.

Settentrionali e meridionali sono stati divisi dalla barriera del razzismo, una volta c'erano i cartelli nelle città del Nord: "Non si affitta a meridionali", per esempio. Saltavano all'occhio le facce diverse, i dialetti diversi, i problemi delle terre d'origine come la presenza mafiosa o camorristica. 

Però questi due grandi gruppi avevano tre significativi terreni d'incontro dove hanno trovato interessi comuni: la scuola, la leva obbligatoria e il mondo del lavoro. Inoltre per i meridionali diritti umani e diritti di cittadinanza almeno per la maggior parte delle persone di buonsenso coincidevano (io continuo ad avere dei dubbi sul fatto che i leghisti siano persone di buonsenso, ma gli italiani pare che li abbiano consacrati alle più alte e delicate cariche).

Italiani ed "extracomunitari" si trovano insieme nella scuola, anche se è una scuola marginale e sotto attacco; nel mondo del lavoro sono concorrenti. Nell'uso del territorio forse sono addirittura nemici, non so, almeno se si abita in certi quartieri soprattutto di Roma, ma anche di Milano, per esempio in zona Maciachini - Affori dove le donne hanno dovuto cambiare modo di vestirsi per via delle attenzioni di certi arabi e albanesi, sembrerebbe così.

E non bisogna pensarla anche solo in questo senso, ma vedere le cose anche dal punto di vista degli stranieri sottoposti ai nostri abusi. Non è purtroppo raro leggere di italioti che approfittano del loro status superiore per violentare le dipendenti straniere, e città come Verona sono ormai famigerate per gli episodi di violenza razzista - anche verso gli italiani "diversi", per esempio come capigliatura, come origine geografica (ritorna la fobia del "terrone") e come opinioni politiche. Occorre ricordare che per gli stranieri esistono solo i diritti umani, non i diritti di cittadinanza anche se PD e Fini hanno cominciato a parlare di diritti politici. 

I due discorsi vanno legati tra loro: chi è memore del razzismo verso i meridionali secondo me dovrebbe essere diffidente verso il razzismo nei confronti di altri esseri umani, anche se alcuni invece ragionano nel senso che solo uno dei due razzismi è assurdo mentre l'altro sarebbe comprensibile. Bisogna non essere snob con questi ragionamenti, come con quelli della reciprocità che sono anche alla base delle nostre leggi.  

La prospettiva dei diritti e della legalità sembra (diciamo sembrerebbe vista la nostra classe politica) un buon punto di partenza per favorire l'integrazione, combattere la delinquenza anche nelle sue forme razziste, filonaziste e rondiste, però è una prospettiva limitata e limitante. Bisogna rispondere alla paura con iniziative che uniscano veramente. A volte è meglio un concerto che una legge per avvicinare tra loro i popoli. La sinistra ha bisogno di una scossa sia sulla legalità, sia sui concetti sostanziali.

Nuovo blog

http://www.spinoza.it/ Qualcuno l'ha definito "gustoso", per me è strepitoso.

postato da: ridanciana alle ore 12:13 | link | commenti (2)
categorie: satira, mondo di internet
domenica, 01 marzo 2009

Il curioso caso di Benjamin Button

Quando ho visto le facce di Kate Winslet e Brad Pitt sul manifesto, mi son detta: "Oh, yeah. Sarà il prossimo film che vedo". Quando ho visto il trailer al cinema, mi sono chiesta se quest'uomo che ringiovanisce in luogo di invecchiare non fosse un mostro frankensteiniano e ho rimandato un po' la visione. Nel frattempo ho soddisfatto la mia voglia di grandi personaggi sfogliandomi tutto Ikram, il sito della boutique dove si veste Michelle Obama. Per chi volesse approfondire, si può anche googlare "Jason Wu" e conoscere direttamente il suo stilista. Grazie ai coraggiosi che sono rimasti a leggere il prosieguo di questo post. La storia di Benjamin Button apparentemente è banale: nasce in una notte buia e tempestosa del 1918, la madre muore di parto e il padre lo abbandona in quello che sarebbe un ospizio di New Orleans. In realtà la notte non è così buia, si festeggia la fine della prima guerra mondiale, e il mostruoso bambino troverà una buona mamma, una signora di colore che cura anziani. Dai vecchi ospiti della donna Benjamin impara a suonare il piano e a fare amicizia, incontra una bambina con cui è amore a prima vista (solo che lui ha l'aspetto di un 85 enne) e piano piano prende il largo come soldato della seconda guerra mondiale, fabbricante di bottoni e per breve tempo come padre e marito. La sua vicenda la costruisce lui stesso in un diario, che ci viene letto dalla bambina di cui si era innamorato, una madre di Kate Winslet ormai in fin di vita in un ospedale in procinto di essere travolto da Katrina, visione strappalacrime e ulteriore livello di comprensione di questo film complesso che ci mette davanti alla vita, all'amore, al destino, alla ricerca di senso, sembrerebbe: all'importanza di esserci, qui ed ora, come genitori, come figli, come fidanzati, come amanti, come amici, come professionisti, come persone destinate tutte un giorno a finire con i pannoloni. Il mio giudizio? Guardatelo se dopo avete intenzione di discuterne per due - tre ore, evitatelo se temete che le opinioni di chi vi circonda sui temi cruciali dell'esistenza possano turbarvi. E non dimenticate le mise della first lady! :-) 
postato da: ridanciana alle ore 23:03 | link | commenti (9)
categorie: cinema, fashion victims