A grandi e piccini, a chi festeggia in modo atipico e a chi non festeggia affatto.
Dobbiamo ritenere che abbia visto gli indigeni della Papuasia e mai neanche un ebreo in vita sua? Ecco i suoi deliri su "Italianiliberi". Inutile dire che questo blog le augura che qualcuno pubblichi calunnie cariche d'odio su Ida Magli la vigilia di Natale:
<<L’Unione Europea, perciò, è stata fondata sul “progetto ebraico”: il Mercato come unico legame fra i popoli e fra le Nazioni; la Moneta come cemento per la unificazione. Non si è parlato di altro dalla firma del Trattato di Maastricht in poi; tutto quello che è stato deciso dai governanti e messo in atto aveva come suo unico scopo l’incremento del Mercato, la libertà assoluta del Mercato, l’abbattimento di ogni frontiera, di ogni ostacolo al Mercato, sventrando montagne e spianando vie per “ l’alta velocità”, in una frenesia parossistica per giungere a realizzare il massimo sogno: una Europa-Mercato. Il prototipo utopistico, non più di una Città del Sole, ma di un Continente del Sole-Mercato>>.
Non so se consigliarvi di regalare "Il Muro Invisibile", del novantottenne Harry Bernstein, per Natale: è pieno di refusi. Addirittura in un punto di questo romanzo autobiografico la madre del protagonista/autore prima non sa leggere, poi legge una lettera a un intero gruppo di persone ad alta voce, nel giro di due paragrafi. Personalmente ho comprato il testo perché parla dell'infanzia di un ebreo alle prese con l'antisemitismo non in Europa Orientale o in Italia, ma in Inghilterra, e negli anni Dieci del XX secolo. Pertanto pensavo di avere dei lumi sul fenomeno dell'antisemitismo con il terreno sgombro dalle questioni del nazismo e del fascismo. Il massimo lume che ne ho tratto è che la responsabilità delle Chiese cristiane nel diffondere fino al tardo Novecento l'idea che gli ebrei fossero deicidi fu enorme. Un'idea che non solo urta con il principio della responsabilità penale individuale, ma che è proprio balzana visto che gli ebrei dei tempi antichi subivano l'occupazione dei romani, i soli a poter comminare condanne a morte. Per tacere di alcuni dati esegetici che qui non spiegherò perché sto scrivendo un post di un blog e non una voce di enciclopedia teologica. A parte questo la storia del bambino Harry Bernstein da quando, a quattro anni, viene coinvolto in una tresca amorosa interreligiosa in qualità di messaggero dei due innamorati a quando, a 12, fugge con la famiglia dal Lancashire agli USA (dove i Bernstein non troveranno fortuna), è tenera e interessante. In particolare colpiscono la sua dotata e coraggiosa sorella Lily e il di lei marito cristiano Arthur, che per breve tempo riusciranno non solo a superare il "muro invisibile" che separa le comunità ebraica e cristiana del suo quartiere, ma anche a vivere gioiosamente quel breve tempo di speranza in un mondo migliore che ovunque seguì la fine della prima guerra mondiale. Fu quello un periodo fervido, poco studiato perché su di esso prevale la vergogna per il dopo, l'avvento del nazifascismo, ma ricco di idee, di stimoli e anche di esperienze di cui sarebbe opportuno oltre che a volte piacevole far tesoro anche oggi. E questo libro, con molta umiltà come vuole un successo editoriale di un novantottenne, riesce a darne conto e nel suo piccolo a farsi leggere dalla prima all'ultima pagina in poco tempo.
Grazie all'amico/compagno Francesco!
C’è da chiedersi perché la società italiana si sia adeguata, nel suo insieme, alla legislazione antiebraica e perché, salvo talune luminose eccezioni, non siano state registrate manifestazioni particolari di resistenza. Nemmeno da parte della Chiesa cattolica. Continua su Mondi e Politiche...
Stories on human rights
proiezione in piazza Duomo
10 dicembre, dalle 18.30
Milano
In contemporanea con Parigi, New York, Berlino, Istambul e molte altre città: proiezione del lungometraggio di 88 minuti prodotto da Art for the Word e composto da 22 cortometraggi diretti da registi e artisti da sempre particolarmente attenti ai diritti umani.
Il film, che è un'iniziativa dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani in occasione del 60° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, è accompagnato dalla pubblicazione di un volume disponibile in 3 versioni ( italiano, francese e inglese) edito da Mondadori Electa, con interviste dei registi e degli artisti partecipanti. Il libro contiene, inoltre, i contributi di dodici scrittori - tra cui cinque premi Nobel - ispirati ai sei temi della Dichiarazione: Gabriel Garcia Marquez, Khaled Hosseini, Roberto Saviano, Naguib Mahfuz, Elfriede Jelinek, Ruth Ozeki, José Saramago, Chimamanda Ngozi Adichie, Assia Djebar, Nuruddin Farah, Toni Morrison.