è a una riflessione sulla bestialità umana. che è molto peggiore di quella animale. e a uno scongiuro sulla sfiga. a me, a Enzo, alla mia scorta, allo Stato che concede la scorta a magistrati e anche a nullità innocenti come la sottoscritta, perché esca dalla palude in cui è, come al solito alla destra decente che non esiste ancora ma potrebbe, ai miei amici e compagni di sempre e alla mia famiglia con un po' di carbone perché apparentemente si occupa più di un divorzio di trent'anni fa che di me e di quello che ho passato senza alcuna colpa. Ma sono sempre degli innocenti imperfetti semplicemente come persone anche loro. A chi non cerca di lanciare campagne etniche. A chi è stato accusato di avere avuto "storie d'amore" con me (Egli sa, capisce e intende). A chi usa la sua faccia e la sua firma. E last but not least a quelli che "se non capiscono(se a me viene un'incazzatura boia da far causa e spedire qualcuno a mandare avanti carrettini, mi fai da avvocato?".
PS mi dimenticavo di chi mi ha scortata in Grecia e Bulgaria. Auguri (anche se non state lavorando per me a Ognissanti).
Sempre per la pace nel mondo, oggi il giornalista di merda titola con un punto interrogativo sopra un'immagine della polizia che interviene, non manescamente, non so dove. Naturalmente egli sta paventando qualche persecuzione razziale nel 2007. Di rettifica delle stronzate che ha scritte su di me, singola cittadina del mondo, neanche l'ombra. Secondo me ha trovato un'occasione di fare del razzismo al contrario. "Conoscendo i retroscena", propongo una bella pernacchiozza internazionale al suo indirizzo.
"Ecco l’anatomia-tipo di una discussione tra un uomo e una donna, ricostruita dal Times. Passo numero 1: la donna introduce un problema. Chiede di parlarne e spesso pone al compagno domande retoriche. Passo 2: l’uomo si sente criticato, anche se non lo è stato direttamente. Passo 3: Sentendosi sfidato, l’uomo reagisce sulla difensiva. Spesso si chiude in se stesso e rifiuta di parlare. Passo 4: La donna soffre questa reazione e reagisce male. Passo 5: la discussione sale di tono e spesso sfocia in aggressività. Secondo Gray, assai criticato ma ancora ai vertici con il suo volume di «self-help» campione d’incassi, «il marziano vuole evitare il confronto e si rifugia nella propria caverna. Equivale a una dichiarazione di guerra fredda. L’uomo si rifiuta di parlare e nulla viene risolto».
"Quello che bisogna dichiarare per essere creduti, rispetto a ciò che è stata la storia del comunismo, si trova nella concreta vita di milioni di persone». «Nessuno di noi - ha premesso Veltroni - ha il diritto di rimuovere ciò che è stato o di attribuire al tempo la possibilità di rimuovere le tracce, anche morali, di ciò che è stato, anche quei vertici impensabili del male che hanno finito per macchiare il mondo intero»". fonte www.corriere.it
Mie domande:
ma Walter si sveglia la mattina con il bisogno di essere creduto? Sul comunismo?
Ma se cominciassimo dagli ebrei milanesi a fare valere questo discorso memoriale?
Ma c'è qualcuno che racconta che in Lituania ci sono le casette fatte di cioccolato?
E problematizzare? Per esempio raccontare quanti analfabeti per motivi di povertà ci sono in Italia?
E per 40 anni che cosa raccontava Veltroni?
sto scoprendo (via pigro lavoro) un po' di altri altarini dei cattolici:
1) la questione messa in latino pare che non sia linguistica, ma di concessione della possibilità di usare il messale di San Pio V (sedicesimo secolo): in pratica potrebbero trovarcisi contenuti antisemiti e altre cose sinceramente poco simpatiche
2) i sessantottini di destra e di sinistra si ritrovano simpaticamente. sentire un ex sessantottino di destra cattolica parlare è come farsi una canna (vedi post sotto tanto per scansare gli equivoci: la mia è un'ipotesi, ma dati quei tempi...).
3) in particolare discutevano del fatto se andando a messa si potessero incontrare degli sporchi capitalisti. poi discutevano del rapporto fra l'io, il Signore e il capitalismo e se la Chiesa fosse abbastanza operaia o piuttosto capitalista. Lo chiamavano anche "scombinare le parole" mentre fischiavano le molotov.
Amen. L'unica cosa che noto è che forse mi sto rincoglionendo più di loro: fermo restando il mio astio per le forme aberranti, un po' comincio a rivalutare perfino quelli della mia scuola che volevano si parlasse della presenza di Gesù nel Consiglio d'Istituto. Per lo meno era una domanda più interessante della richiesta della palestra per parlare di Pantere e altri animali. Il grosso fascino del cattolicesimo penso che sia nella sua apparente capacità di integrare tutti i tipi di casino.
c'è anche Schwartzie che si fa un po' di Maria fra una condanna capitale e l'altra... le scemenze della gente: "Si sniffa cocaina, si vede il naso danneggiato con grande difficoltà nella respirazione - dice Claudio Leonardi, coordinatore del Comitato scientifico di Federserd - si va dal chirurgo plastico per un intervento, si soffre un po' e poi se non si è imparata la lezione e non ci si è curati, si torna a sniffare". Il dato allarmante è che il fenomeno è in costante crescita. "E' un problema in aumento - aggiunge Leonardi - e lo verifichiamo ogni giorno parlando con i tossicodipendenti. La situazione è ancor più grave se si pensa che sono costretti alla ricostruzione del naso anche tanti giovanissimi, nei quali le mucose e la cartilagine sono più delicate".
secondo www.larepubblica.it quanto sopra causa anche un intasamento... degli ospedali. ma si può?
io non riesco a capire come in un Paese/mondo dove ci si lamenta sempre degli psicofarmaci, che curano, si indulga alle droghe, che scassano irreparabilmente narici e sinapsi. non capisco come si faccia ad assumere polverine e altre cose estranee al corpo e non capisco nemmeno perché sia considerato valido farlo per reggere i ritmi del lavoro (a cui sono renitente, ma senza fancazzismo. quando ho per le mani quel che mi piace e cioè scrivere e tradurre, mi butto, e ho anche fatto lavori più umili senza fiatare, solo che chiamo il tutto "manovalanza" e non "consulenza", e forse per questo non mi drogo). se qualcuno ha altre idee faccia un colpo.